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principali prodotti, la più
parte legati al Mercato Comune Europeo. La crisi si
ripercuote non tanto nel settore nutrizionale. Il terreno
è fertile e fornisce a sufficienza ed anche a livelli
bassi, quanto basta per sfamarsi. È però crisi
nell'occupazione, con effetti negativi sul livello di vita
delle famiglie, sulla scuola, sulla sanità.
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Negli scorsi anni, al tempo del boom,
grandi apprestamenti destinati alla lavorazione e alla
spedizione dell'ananas (SOCABO, SIACA, SALCI-ONO) erano una
bandiera ed una speranza per migliaia di lavoratori: oggi
sono lì, abbandonati a fare la ruggine, povere e
mortificate cattedrali nel deserto. I manovratori hanno
trovato meglio altrove.
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Una sorte assurda e strana da parere
una nemesi storica. Questa Costa d'Avorio, primo produttore
al mondo di cacao (47%) e di banane, al 5° posto per il
caffè, terzo produttore mondiale di olio di palma e
di ananas, messa in ginocchio da grossi giochi spregiudicati
di esportatori scaltri, da antichi colonizzatori che
imperversano con la complicità di chi ha compiti
istituzionali ben diversi.
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La trasformazione del caffè e
del cacao in loco, fino al 25% del prodotto, sono un segno
positivo, così come l'industria della plastica e la
produzione, sufficiente, dell'energia elettrica. È
anche significativa, dopo la crisi del decennio 82-92, la
crescita del prodotto nazionale lordo, che supera il 6%
annuo.
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Ma questo benessere, attesa la
corruzione dilagante e ordinariamente impunita, va solo a
vantaggio di poche classi di tipo sudamericano. Non tocca la
massa del popolo, che vede il salario mensile dell'operaio
fermo ai livelli di dieci anni fa, pari a 120-150 mila lire
delle nostre. Si sopravvive con la diffusa
industriosità nel settore del terziario.
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È crisi per la scuola -
2.700.000 gli alunni iscritti all'inizio dell'anno
scolastico 98/99 - con le spese che comporta (iscrizione,
divisa, libri e cancelleria). Diventa un miraggio per
famiglie con un reddito mensile molto basso ed incerto;
famiglie che possono avere dai 10 ai 15 e anche più
figli, data la poligamia "pratica" anche se, dal 64, vietata
dalla legge.
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È crisi per il settore
sanitario, mancando persino le medicine per curare la
malaria, molto diffusa, la verminosi dei bambini, le
affezioni all'apparato respiratorio. Non poche le donne che
ancora, specialmente nella brousse muoiono di parto. Mentre
l'AIDS (detto SIDA) va al galoppo interessando già il
14% della popolazione.
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Le cifre ufficiali danno in 250.000 il
numero dei bambini contagiati da questa peste. Un popolo
buono e tollerante, laborioso e intelligente, meriterebbe
tanto di più. Sintomatico un libro pubblicato nel
giugno 99, congiuntamente, dai 16 vescovi della Costa
d'Avorio, col titolo "Le crétien face à la
politique": un'analisi critica che, in filigrana, punta il
dito su una certa gestione politica...
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