Il villaggio di accoglienza
Ormai il Centro don Orione è molto ricercato ed è giocoforza costruire un VILLAGGIO di ACCOGLIENZA per tutti coloro, in genere poverissimi, che dal nord, dall'est, dall'ovest ed anche da oltre confine raggiungono il nostro Centro. Ne arrivano dalla Liberia, dal Malì, dal Togo, dal Burkina Faso; fin dalla Mauritania. Gente in cerca di cure, operazioni, rieducazione, rinnovo di apparecchiature ortopediche, calzature. Si realizzano così 6 padiglioni con una capacità di circa 40 posti letto, con l'aiuto di benefattori provenienti da varie città italiane di cui viene scritto il nome sulla facciata: Carbonia, Finale Emilia, Camaldoli, Genova, Italia. Accanto ad essi le Villette Valenza, Manos Unidas. Parlando del villaggio di accoglienza è d'obbligo un cenno al lavoro che vi svolge LUCIA SERRA, sarda,volontaria dall'86. Gli ospiti arrivano con tutti i mezzi e in tutte le condizioni Lucia accoglie, predispone i pasti, gli alloggi, ascolta, smista; un lavoro delicato e prezioso. A questo unisce il servizio di coordinamento nella segreteria, dirige la mensa ove lavorano tre brave cuoche. Il conteggio dei pasti lo leggiamo in altra pagina. Gli handicappati motori, soprattutto con sequele di poliomielite e malformazioni congenitali, sono gli ospiti privilegiati del Centro Don Orione, che però, dietro la spinta di generosi medici italiani, esamina l'ipotesi di alleviare nuovi handicaps. È così che sorgono nel Centro di Bonoua i servizi di Odontoiatria e Oftalmologia.
Gabinetto dentistico e odontotecnico
È il Dott. Borasi Carlo di
Tortona che mobilita il Rotary Club per un'operazione nuova
che viene battezzata "OLTRE I CONFINI tra libertà e
necessità". L'iniziativa, nata nel '91, ha raggiunto
brillantemente il suo traguardo ed il Centro don Orione
viene dotato di un moderno gabinetto dentistico e di un
laboratorio odontotecnico. Vogliamo aggiungere che il Dottor
Borasi ha contagiato ed entusiasmato anche i Clubs del
gruppo Piemonte Orientale (Tortona, Alessandria, Novi
Ligure, Acqui Terme, Asti, Casale): è stato il
servire rotariano a fare quest'altro miracolo nel febbraio
'93, presenti il Card. Arcivescovo di Abidjan, il Ministro
della Sanità, ed i Rotariani della Costa
d'Avorio. Del dr.Borasi ne riparliamo più
avanti per l'acqua del Togo

Oftalmologia e ottica
Sono molte le cause di malattie agli
occhi dovute a diversi fattori. C'è gente che a 35 -
40 anni si ritrova colpita da cataratta, glaucoma, ecc. Non
ne sono esenti neppure bambini e adolescenti. Curare queste
malattie è quasi impossibile da queste parti. Il
Dott. Vezzola di Salò, e il Prof. Simonini, un
piacentino che lavora a Milano, coadiuvati dalle loro
équipes disegnano a grandi linee quello che negli
anni '92 e '93 si attuerà quale autentico Progetto
Oculistico. In seguito, e la cosa continua ancora
oggi, sono arrivati i dottori Luigi Olivieri e
Loreto Corradetti, che raggiungono il Centro di Bonoua con
visite periodiche per consultazioni e interventi chirurgici
in una struttura che rende orgogliosi: sala operatoria con
le migliori attrezzature, anche d'avanguardia, sala di
accoglienza e di ospedalizzazione con 8 posti letto,
servizi, ambiente climatizzato. Oggi - dice con un
certo orgoglio il dr. Corradetti - il nostro centro
non ha concorrenti in tutta la Costa d'Avorio. E mostra
l'attrezzatura che, tra l'altro, fa vedere e seguire, in
diretta, sul monitor, le varie fasi
dell'intervento. Si fa una media di 450 interventi
l'anno e viene gente
anche dal Malì, dalla Mauritania, dalla Guinea, dalla Liberia.
Di solito, conoscendo gli ospedali di questi paesi, i pazienti non
hanno familiarità con le lenzuola ed arrivano col pagne, il
fornellino per prepararsi i pasti, il vaso da notte. È
successo così, ad esempio, che un paziente di 38 anni, reso
inabile a vita, a causa di una cateratta bilaterale che gli ha
lasciato un decimo di vista, ad intervento effettuato si è
ritrovato con dieci decimi che gli permettono il reinserimento
sociale pieno, riavuto come per miracolo.


Si vorrebbe arrivare al trapianto della cornea con quello che comporta : è un sogno. Ma sognare non è peccato.
Vi lavora da tre anni come volontaria RITA ORRU, proveniente dalla Sardegna, una laicaconsacrata nell'Istituto Secolare Orionino. Attenta, discreta, precisa e sorridente. Quando è liberadal servizio al suo reparto va ad un villaggio di immigrati tra i più poveri, a 20 km . da Bonoua. A Medina &endash; questo il nome del villaggio &endash; cura il servizio sociale, liturgico, fa un po' da infemiera, un po' di alfabetizzazione, un po' di pedagogia alle mamme quasi tutte analfabete. Ha lavorato e sudato per avere la scuola e gliel'ha fatta. E adesso vuole la chiesetta che costerà sui 7 milioni. Ne ha già la metà e in più la benedizione del parroco. Oggi il servizio di oftalmologia è richiestissimo. Ogni giorno si forma una fila di 50-60 persone, che sono ricevute e visitate accuratamente da un medico ruandese ed è lui che presenta i casi complicati o da operare ai dottori Corradetti ed Olivieri, che vengono a turno ogni mese. Accanto all'oftamologia è sorto un buon LABORATORIO DI OTTICA, dove si possono trovare montature e lenti per rispondere alla richiesta di occhiali a poco prezzo. In questo laboratorio lavorano due giovani tecnici ivoriani, preparati in Italia. Uno di loro, Jules, è religioso orionino ed è il responsabile. La gente, visti i prezzi e la bontà del prodotto, approfitta, venendo anche da Abidjan.
Attività del centro
In sintesi oggi, a 20 anni
dall'inizio, il Centro per handicappati fisici di Bonoua
offre: A contorno e corollario di tutto
questo è sorta una catena di servizi, sollecitata col
passar del tempo, dalle richieste della popolazione che si
reca al centro. I principali di questi servizi sono:
radiologia, ecografia, analisi mediche,
cardiologia, ginecologia, dermatologia. Può dare
un'idea del volume, dello spessore, anche in cifre di
ciò che si riesce a fare a servizio di tanti
fratelli, la tabella riportata sotto. Ma prima ancora
sarà bene dire qualcosa che ci pare
indicativo: No, non è davvero
poco. Ecco una TABELLA SIGNIFICATIVA in
relazione alle attività principali del Centro
Handicappati con dati che si riferiscono all'anno solare
1998: Ortopedia: Atelier ortopedico: Rieducazione: Oftalmologia: E il numero dei pasti
distribuiti ai soli ospitalizzati al Centro? Una cifra sbalorditiva, ma vera fino
all'ultima cifra, calcolata da Lucia e ricontrollata
dall'ing. Diallo. Nell'anno solare 1998 i pasti sono
stati 47.490. Le presenze registrate per lo stesso
periodo, presenze di degenza, sono state
29.303.



