Cooperative per handicappati: sartoria e batick

 

La vocazione iniziale del Centro, cioè l'inserzione sociale delle persone handicappate, non è stata mai persa di vista, anzi ha sempre asccompagnato lo sforzo fatto per la riabilitazione fisica. Il 18 aprile '86, arrivava a Bonoua ANNA BALBI di Genova-Rivarolo. Sarta specializzata, non si era sposata, aveva un posto di lavoro che rendeva bene. E, di lì a 5 anni, avrebbe avuto la sua bella pensione. Ha preferito una scelta di volontariato per dare, col sorriso, la sua esperienza di sarta in terra d'Africa diventando sorella, maestra e un po' mamma. C'erano diverse ragazze di 12-16 anni handicappate motorie che, operate al nostro Centro, se ne tornavano in famiglia, con la protesi e le grucce.

Il corso di cucito

A far che?

Il corso di cucito

Don Girolami accolse come una manna l'idea di Anna. Venne fuori così la sartoria con scuola di taglio, cucito, tante macchine Singer, vetuste d'anni e di gloria, che avevano lavorato in Italia. Adesso sono una trentina: ragazzi e ragazze. L'Anna si è fatto un nome (in Italia lavorò anche al banco di un negozio che vendeva articoli di prestigio e ci sapeva fare). Sa vendere il lavoro del suo atelier e lo sa cercare in città, ad Abidjan.Tute da lavoro, vestiti da donna, da uomo, da bambino, abiti per sacerdoti, borse, tendaggi. Non ha grossi debiti, Anna. Ma di quanto ricava non tocca una lira. Consegna al Direttore e questi fa le parti per le lavoranti. Con 11 di queste ha fatto una cooperativa e le socie si dividono il guadagno che non è male. Anna non disturba. Chè, se uno non lo sa, neanche la trova perché il suo stabilimento è nascosto in fondo all'area del Centro Tecnico.

L'atelier del batick

Fa la spia della buona musica e il vociare delle sue ragazze.

L'atelier del batick
Sicchè una ragazza poliomielitica può essere arrivata al centro per handicappati camminando magari con le mani e con i piedi ; e dopo tre &endash; quattro anni, esce con le sue gambe, ritta e con un buon mestiere in mano. C'è chi si è fatto una famiglia. Accanto all'atelier di cucito è sorto per iniziativa di una decina di ragazzi handicappati,sostenuti dal Direttore del Centro, prima una scuola di Batick (tela disegnata a mano e pitturata con un sistema artigianale molto particolare), e poi una cooperativa, che fa vivere del loro lavoro questo gruppo di giovani. Anna fa un po' da mamma anche a loro. 

 

LA MADONNA DELLA GUARDIA A BONOUA

 

Tra le priorità programmate recentemente dalla Vice-Provincia della Costa d'Avorio c'è quella che ci riempie di gioia : la costruzione di un Santuario, dedicato alla Madonna della Guardia sulla collinetta ove è la sede del noviziato, a 2 km. da Bonoua. Ciò risponde ad un voto espresso già da tempo dalla popolazione di Bonoua,che ha donato il terreno, e dal defunto Vescovo di Grand Bassam Mons. Joseph Akichi.

La Madre che fa "maternamente la guardia " ha anche la sua connotazione orionina e per la devozione alla Madonna e per la scelta del titolo " La Madonna della Guardia" che don Orione amò di amore particolare. Che fece amare conducendo a Lei migliaia e migliaia di pellegrini, costruendole in Italia nella sua Tortona e in Argentina grandiosi santuari.

Sarà una coincidenza. Ma, saputo della cosa, subito una benefattrice di Genova ha mandato una buona offerta per cominciare questa opera di grazia.

Sarà il santuario del terzo millennio alla Santa Madonna della Guardia.

Il terzo millennio che è già qui.

La Madonna della Guardia a Bonoua

La Madonna della Guardia a Bonoua

 

NON SAPPIA LA MANO DESTRA...

 

Chi lavora per la missione lo fa per i poveri e, di solito, non vuole né foto, né medaglie al valore. Sarebbe impossibile, del resto, fare un elenco dei 100 e 100 benefattori. Ci si conceda un'eccezione alla regola. Così nominiamo Santero Giuseppe, vecchio farmacista in pensione che dal 1° container di vent'anni fa lavora a tempo pieno, ogni giorno dell'anno per la raccolta, l'imballo, l'accompagnamento al porto e la spedizione di questi enormi preziosi cassoni da 3-400 quintali. Pochi lo ringraziano, qualcuno anche dei nostri talvolta si mostra scocciato. Recentemente, premiato dal suo comune e lì convocato per l'onorificenza, è andato, ha ringraziato, ma come … premio ha chiesto ed avuto 14 carrozzelle per handicappati.

Adesso deve avere qualcosa di più di 80 anni. Ma non molla neanche per idea.Lo affianca Paolo Binazzi, un toscano residente con la famiglia a Genova, noto personaggio nel settore del mobile. È coadiuvato da alcuni amici, ognuno esperto nel proprio campo : impiantistica, elettronica, informatica, falegnameria ecc. È ormai un decennio che si è donato alle missioni curando soprattutto l'aspetto burocratico e logistico (invii materiali di emergenza per via aerea, esenzioni, acquisti, pagamenti fatture…). Ha parte attiva nella propaganda, nella raccolta dei fondi che sa canalizzare in modo super… anche se parla sempre oltre il limite dei decibel.

La signora Adele

Bastano due tappetti di cotone all'orecchio.

La signora Adele

Tra i 100 e 100 benefattori, ci perdoni il signor Zeno Buratto se lo vogliamo ringraziare pubblicamente.

I1 sig. Zeno è un imprenditore ordinato e preciso che è venuto a confrontarsi con l'ordine orionino-africano, che ti dico.

È titolare di una tra le più prestigiose industrie nel settore ortopedico, a Crocetta del Montello, in quel di Treviso : fa e crea.

Il Sig. Zeno Buratto

Il Sig. Zeno Buratto

Al Centro di Bonoua invia grossi quantitativi di pezzi ortopedici tecnicamente perfetti ed eccezionali. Quando non fa a tempo il container per un'urgenza, spedisce per via aerea.

Eppoi viene a controllare col suo fare di burbero benefico. Quando non ne può proprio più, si scarica…offrendo a tutti, al ristorante, rane fritte a volontà.

Santero Giuseppe e Binazzi Paolo

Che gente !

Santero Giuseppe e Binazzi Paolo