IL CENTRO TECNICO E IL FOYER MASIERO
Nato nel 1974, fu la prima opera
sociale orionina in Costa d'Avorio. Iniziativa che si
inserisce nel progetto dell'AREEBO (Association Regional
d'Expansion Economique de Bonoua). Nasce anche per frenare e
compensare l'esodo rurale, avviando i giovani ad un futuro
lavoro manuale con una preparazione tecnica di base. Al
tempo delle origini, nel giornale di bordo di questo
nascente Centro Tecnico, troviamo i volontari Fausto
Bertaccin, Carlo Calzi e Mauro Armanino ora sacerdote nello
SMA. Ma con essi &endash; e abbiamo foto che ce lo
documentano &endash; hanno lavorato manualmente per la costruzione dei
vari padiglioni anche don Riccardo Simionato, don Angelo Mugnai
e don Michele Capece. La felice riuscita dei due primi corsi
per muratori e per meccanici incoraggiò gli
organizzatori ad aprirsi a un Centro a vocazione regionale
con il contributo dello Stato Ivoriono : si ebbe così
un concorso finanziario dello Stato attraverso l'ONFP
(Office National de la Formation
Professionnelle). Va fatta un'osservazione. Don Orione amò, curò,
privilegiò queste scuole professionali di avviamento
al lavoro : dare un mestiere, un indirizzo tecnicamente
valido a un giovane che acquista esperienza e
professionalità, uscendo dalla fila dei tantissimi
"apprendisti a vita". Anche a Bonoua si verifica che
centinaia di giovani, abbandonata la scuola. Dopo anni di
apprendistato arrivano verso i 40 anni, per essere promossi
praticoni a vita,come i loro maestri. Succedeva in Italia, succede di
più in Africa. Centinaia di questi pur bravi giovani
girano ancora oggi per Bonoua cercando almeno una bottega che li
tolga quantomeno dalla strada. Un'altra forse non inutile
osservazione. Del centro Tecnico forse si parla un po'poco,
perché ha a fianco, per avventura, il Centro per
handicappati fisici, validissimo, validissimo quanto si
vuole,ma che finisce per essere un po' l'asso pigliatutto.
(Idea del tutto personale di chi scrive questa roba). Oggi
il Centro Tecnico resta una scuola privata (è lo
stesso Centro che organizza il concorso per la selezione
degli allievi), è diretto da un sacerdore
orionino,che al momento è P. Alessio Cappelli. Lo
Stato si fa carico degli insegnanti e degli istruttori e, al
termine del triennio, riconosce i giovani promossi con un titolo che è un
diploma statale.
Ai vari corsi teorico-pratico di elettrotecnica, meccanica generale,
arte muraria, falegnameria e idraulica, si associano il disegno
industriale, il calcolo professionale ed il corso di cultura
generale. Non è senza significato l'accompagnamento educativo
umano e, ove si può, cristiano. È in questo centro che
è sorta la vocazione del primo sacerdote orionino africano,
P.Raymond e che si sono formati i nostri Fratelli
africani.




Una necessità urgente per il Centro è quella di rinnovare le macchine e gli utensili, che sono vecchi. Se si fa eccezione per una combinata moderna per il reparto di falegnameria (inviata nel 1993 e costata 18 milioni) le altre sono macchine molto datate, donate generosamente almeno vent'anni fa. In Costa d'Avorio non si trovano pezzi di ricambio e sono quindi obbligate a restare lì morte.
La statistica ci dice che, dall'inizio ad oggi, gli alunni che hanno frequentato il Centro sono stati 780 ; gli insegnanti, i volontari, i religiosi e le religiose (italiani, spagnoli, francesi, ivoriani, ecc.) sono stati una ottantina.
L'elenco dei Direttori del Centro annovera i nomi di don Mugnai, don Simionato, don Capece, don Bucarini, don Bonsanto, don Ahoua Raymond, ed oggi don Alessio Cappelli.
Quest'anno gli insegnanti sono in tutto 14 e seguono, come detto, i 5 corsi per elettricisti, muratori, meccanici, falegnami, idraulici. Il numero degli allievi è normalmente di 140-150.
Elemento complementare del Centro Tecnico è il FOYER, una struttura che ospita una quarantina di giovani che vengono da molto lontano e che abbisognano di un alloggio per la notte e di una cucina, all'africana, per prepararsi il pasto. Fu inaugurato qualche mese dopo la morte tragica del Direttore Generale Don Masiero che tanto apprezzava ed incoraggiò le opere della nostra Missione in Costa d'Avorio.
Per questo fu chiamato FOYER DON MASIERO GIUSEPPE.
Accanto al Foyer potrete incontrare una specie di tavola calda sotto un'apatam. Buoni pasti di corsa. In predicato c'è qualche altro atelier per la qualificazione dei giovani disabili. Insomma, non si finisce mai.
LA NUOVA GRANDE BIBLIOTECA
E per confermare che non si è
mai alla fine, don Alessio, ha preso in mano il progetto e
le fondazioni di un'opera grossa, che guarda lontano e che
P. Raymond aveva intrapreso,con l'appoggio della
comunità orionina : la costruzione di una vera
biblioteca. Che la prima opera di un missionario sia
l'evangelizzazione non ci piove. Ma che accanto all'annuncio
del vangelo e come veicolo dell'annuncio ci sia la
carità e la promozione sociale (soprattutto per chi
di don Orione è figlio), ci piove ancora meno. Si sa
che la Missione non ha redditi e si è cominciato
forse sfidando un po' la Provvidenza. Ai primi mesi del 1998, geometra,
muratore, qualche
manovale, hanno ripreso una costruzione che misura 27 metri di
lunghezza e 17 di larghezza, prevedendo due piani.

I blocchetti di cemento si fanno sul posto. Il luogo scelto è dentro il perimetro del centro tecnico, proprio all'ingresso della cittadina di Bonoua, a 100 metri dalla strada nazionale. Il progetto prevede oltre la biblioteca vera e propria con le scaffalature, schedari, impianto di deumidificazione ecc. anche la sala di lettura, di consultazione, di incontri culturali e, nel piano terra, una piccola, efficiente tipografia con qualche computer. Se la famiglia abitualmente fa fatica, ma riesce a dar da mangiare alla sempre numerosa prole, se molto spesso non ce la fa a pagarsi le medicine necessarie per la malaria, si trova sempre nell'impossibilità di procurare un libro, specie se delle scuole superiori. Si è detto sopra delle migliaia &endash; e non si pensi a un'iperbole &endash; di studenti di Bonoua che, per fortuna, si iscrivono alle scuole. Anche qui come un po' in tutta l'Africa, debbono affidarsi agli appunti, alla lavagna, alla memoria per tutte le materie. La bell'iniziativa della bibliotechina parrocchiale ad opera di P. Raymond fu una vera intuizione, ma nel tempo è diventata impari alla bisogna.
Ecco perché ci pare di non dover arrossire di stendere la mano per un'iniziativa che guarda al futuro e che vorrebbe contribuire a liberare la gioventù dalla schiavitù dell'ignoranza, non inferiore a quella della malaugurata tratta occorsa ai loro antichi parenti. Adesso i lavori procedono lentamente, un po' a singhiozzo. Ma siamo a buon punto e , grazie a Dio, si è ormai al tetto. Occorre una mano o più mani benefiche per completare l'opera. Preventivi per finire, per arredare, per cominciare l'attività di esercizio ?
Guardando la foto ci si può fare un'idea.
Leggendo la nota finale su COME SI PUO' AIUTARE LA MISSIONE, la risposta può darla il cuore.
|
|