BURKINA FASO

 

Burkina Faso

Superficie: 275.000 Kmq

Popolazione: 12.000.000 ca.

Capitale: Ouagadougou

Lingua: francese, dioulà, mooré, senoufo, peul

Religioni: Musulmani (50%), Cristiani (25%) e Animisti (25%)

 

Classico mezzo di trasporto del Burkina Faso.

Burkina Faso significa  Pays des hommes intègres - la repubblica degli uomini onesti”.

In lingua italiana si dice “La nazione di mani pulite”.

Se così è veramente oggi lo lasciamo dire ai Burkinabé.

Quello che è fuori dubbio e fuori di ogni discussione è che il Burkina fa parte del gruppo di coda fra i popoli più poveri del mondo.

Per secoli si chiamò ALTO VOLTA ( dal fiume che lo attraversa, diviso in tre rami: Volta nero - bianco - rosso, come i colori simbolici dell’universo africano).

Fu il Presidente Ankara che volle il nome nuovo il 4 agosto 1994.

Una sintesi stringatissima della storia di questo paese.

Nel 1.100 troviamo una grossa etnia, i Mossi, provenienti dal Ciad.

Paesaggio. 

Dominano il paese, suddivisi in due grandi regni, lo Yatenga a nord, con capitale Ouahigouya e il regno di Wagadugù a sud. Caduti i due regni per ragioni che qui è inutile raccontare, eccoti, poco più di cent’anni fa, per l’esattezza  l’anno 1896 i francesi che dichiarano il loro protettorato sullo Yatenga e inviano una missione militare a Ouagadougou: i Mossi li contrastarono con lance, frecce, machete, fionde…

In 5 anni la Francia si impadronisce di tutto il territorio. Nel 1915 i Mossi tentano una riscossa inutile.

Nel 1919 cominciano i lavori forzati e le deportazioni in massa verso la Costa d’Avorio. Peggio ancora nel 1932, con grosse deportazioni nel Malì, quando il Paese fu smembrato in tre parti, aggregate rispettivamente al Niger, alla Costa d’Avorio, al Sudan ( oggi Malì ). Nel 1945 un capo mossi, Sagha IV, ottenne dalla Francia la ricostruzione del territorio in colonia.

Questo Alto Volta ricostruito, entrò, per referendum nella “ comunità francese”. Si fece una nuova Costituzione nel 1959.

Eppoi una serie di colpi di stato, per arrivare al 2 giugno 1991, quando si fa una nuova costituzione. Il presidente Compaorè viene rieletto Presidente con il 75% di astensioni nel dicembre dello stesso anno. Il resto è storia nota e dice come al partito del Presidente le elezioni del 97 confermano la maggioranza.

Il Burkina copre un’estensione di 275.000 kmq.

Confina, da nord in senso orario, con Malì, Niger, Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio.

Il clima appartiene alla fascia del Sahel, con temperature medie molto elevate.

Nei mesi d’inverno ( si fa per dire) il territorio è sventagliato dall’harmattàn, il vento secco del nord. A volte una polvere densa, gialla, ti acceca. Il monsone da sud-ovest porta la stagione delle piogge. Da 500 mm l’anno al nord a 1.500 al sud.

Le tipiche dell’Africa che conosciamo: i giganteschi tozzi Baobab, acacie spinose, euforbie, mimose, neré ( alberi dai baccelli commestibili).

Anche con le foglie di baobab, seccate e macinate si fanno ottime salse.

Fauna, la  classica: elefanti, giraffe, antilopi, bufali, leoni.

Enormi e ben attrezzate riserve offrono le più grosse e significative concentrazioni di elefanti di tutta l’Africa, accanto a giraffe, ippopotami, antilopi, bufali, leoni.

Quasi tutto il territorio è coperto da savana mista.

Le attività agricole e pastorali interessano il 90% della popolazione. Attività abitualmente a rischio per le ondate di siccità e dalla desertificazione che avanza verso il sud. Miglio e sorgo sono la base dell’alimentazione. In quantità minore riso, manioca e mais. Si coltivano anche cotone, arachidi, neré, cola.

Ouagadougou: al mercato.

Il Burkina conta, all’incirca 12 milioni di abitanti. La capitale è Ouagadougou, che si pronuncia Uagadugù, con un buon milione di abitanti.

Nel 1990 si fece il progetto per farne una grande capitale moderna, sede del palazzo presidenziale, del parlamento e di strutture di rappresentanza politica con costruzioni ben progettate e realizzate con tecniche e materiali locali.

Anche le strade sono larghe e ben disegnate. È il principale centro commerciale, culturale e politico, al centro del Paese in regione mossu.

Dal 1954 è collegata con Abidjan, oltreché con i due aeroporti internazionali, anche con una linea ferroviaria lunga 1.145 km, una  ferrovia che va al rallentatore e dove si carica un po’ di tutto, animali compresi.

Sono forti i flussi migratori. Più di 2.000.000 di burkinabè sono a lavorare in Costa d’Avorio e di molti loro villaggi si interessano i nostri missionari di Bonoua.

I gruppi etnici principali, su un universo di 60 etnie, sono quattro: i Mossì (il 48,6% ); i Peul, pari al 7,8%; i Gurmanche, sul 7%; i Bobo.

I “Peul” sono pastori nomadi che guardano il bestiame degli agricoltori ed attuano la transumanza.

In Burkina sono caratteristici i tantissimi asinelli da lavoro, singoli o in coppia, sono gli umili compagni dei lavori agricoli, di solito attaccati al traino di carri e carretti.

Altra nota, di altro genere: forse il Burkina è il paese africano più cinese che ci sia, per le moltissime biciclette.

Per informazioni
RELIGIEUX DON ORIONE
BURKINA FASO
e-mail: fasorione@liptinfor.bf
 

 

Il re degli alberi: il baobab.