DON ORIONE IN BURKINA FASO

 

Perché...? I perché sono diversi.

Il Capitolo generale degli orionini del 98 sollecitò qualche nuova apertura missionaria.

La Vice-Provincia ha fatto le sue valutazioni ed ha deciso per un atto di coraggio: aprire inizialmente con un piccolo seminario di studenti di filosofia, un seme gettato nel nome della Divina Provvidenza su un vasto campo abbruciato e screpolato dall’harmattàn, di sei ettari. A soli 10 km. dalla capitale.

L’Arcivescovo, Mons. Jean Marie Compaore, ha sollecitato la nostra presenza; i Padri Bianchi, i primi antichi evangelizzatori dell’Africa, con una loro grande opera a 600 metri, hanno incoraggiato ed offerto tutta la loro collaborazione: ci affitteranno loro una casetta - appoggio per cominciare.

È la Terra Promessa ( prima della cura). Grande estensione di terra brulla con qualche termitaio. P. Gaetano, un missionario dei Padri Bianchi, dice che è un segno buono, perché i termitai “attivi”, dicono presenza di acqua.

Naturalmente facendo la trapanazione per un pozzo artesiano.

C’è vicino l’ospedale Paolo VI, un istituto di suore, una loro scuola. Ci sono proprio in confine due piccole moschee utili anche per la fedeltà all’ora della levata. La suonano alle 4.

Un cenno sulle religioni.

Gli Animisti, che nel 1960 erano il 67% della popolazione oggi sono scesi al 25%; i musulmani sono attorno al 50%. I cristiani sono in aumento vertiginoso: si parla del 34% nella popolazione urbana e del 18,5% in quella rurale.

È stato anche tenuto presente il fatto che siamo vicini ( 350 km, con trenta posti di blocco di varia natura) al Togo dove sono i nostri confratelli di Bogou.

Non ultima fra le cause il solito pizzico d’incoscienza, ereditata in linea diretta da don Orione.

La nostra famiglia africana ha già avuto sette religiosi dal Burkina. E abbiamo attualmente qualche bravo novizio di quella nazione. Non sarà un segno buono?

Il Burkina è in questo momento fertile di vocazioni.

Il terreno della missione.

A parte le varie congregazioni, la sola diocesi di Ouagadougou ha in città un seminario con 120 studenti di filosofia e, nei dintorni, due grands-seminaires con  più di 110 studenti di filosofia e teologia.

Ma, e certo questa è la ragione che sottostà un po’ a tutto il discorso, questo Burkina Faso è un paese con tante povertà alle quali il beato nostro don Orione sta forse pensando di dare un qualche segnale di risposta.

Coraggio, allora, al caro don Giuseppe Bonsanto che ancora una volta viene spedito in prima linea, per la fiducia che ha dimostrato di meritare.

Si, è cominciato a settembre, questo settembre, 1999.

E il 1° di ottobre, don Giuseppe con il suo gruppetto di studenti di filosofia è entrato là, in mezzo a quella spianata arida, piantandovi il primo baobab .

Eppoi uno dice il caso.

I tre al lavoro.