PENSANDO AL FUTURO

 

A marzo ho compiuto dieci anni di missione, 10 anni in Africa, lavorando per le vocazioni, non è molto, ma è pur qualcosa. Cerchi di vivere il presente, di proiettarti nel futuro, ma nello stesso tempo la mente ti porta al passato.

La pastorale vocazionale è un lavoro difficile, delicato, ma molto importante per la chiesa, soprattutto in terra di missione. Per questo i primi missionari di don Orione venuti in Costa d’Avorio, non trascurarono questo aspetto. Al mio arrivo si faceva già periodicamente il ritiro vocazionale, sia a Bonoua sia a Grand Bassam.

In quest’ultima località Padre Giovanni D’Ercole aveva aperto un foyer che accoglieva una quindicina di giovani, alcuni dei quali avevano intenzione di seguire la loro vocazione religiosa o sacerdotale. Uno di questi giovani ora è sacerdote diocesano, ed un altro Pierre Assamouan, è religioso nella nostra congregazione e sarà consacrato prete tra qualche mese (lo fu infatti nel luglio 1996 ).

Dieci anni fa era difficile da queste parti che un giovane si decidesse ad entrare in seminario.

La vocazione sacerdotale e religiosa non era capita come oggi. Ora, grazie a Dio, molta strada è stata fatta: in pochi anni c’è stato un notevole cambiamento. I seminari intanto sono diventati piccoli. Quasi tutte le congregazioni hanno aperto foyers vocazionali e noviziati. A che si deve questo cambiamento? Certamente a molti fattori, soprattutto al fatto che un po’ dovunque si sono formati gruppi di preghiera e di impegno apostolico che hanno portato un approfondimento della fede e una vita cristiana più matura. È lo spirito di Dio che lavora, apre alla fede, prepara un grande avvenire. Questo risveglio vocazionale lo constatiamo anche nella nostra Congregazione. Aumentando le vocazioni aumenta il lavoro. Per questo la Congregazione ha investito altro personale per la formazione. E così dal 92 siamo in tre ad occuparci delle vocazioni a tempo pieno: don Alessio con i postulanti, il sottoscritto con i novizi e don Gianni Paioletti con i giovani religiosi. Si sottolinea che tutti gli altri confratelli collaborano efficacemente. Quest’anno abbiamo cinque novizi seminaristi, a settembre ci saranno altri 5 candidati Fratelli e almeno quattro inizieranno filosofia.

Novizi col maestro, Padre Mario Lo Torto.

Novizi di Bonoua.

Fra sei anni, se Dio vuole, potremmo avere 7 sacerdoti africani. Attualmente abbiamo solo P. Raymond. Senza parlare del buon gruppo di aspiranti, di cui sei al seminario di Issia. C’è da notare il risveglio vocazionale in Togo e soprattutto il fatto che in questi giorni sono arrivati anche due postulanti dal Kenya.

È un fatto storico, per noi, perché rappresenta l’apertura verso i Paesi anglofoni africani. Cosa ci riserva l’avvenire? Non posso saperlo, ma ci sono molte ragioni per essere ottimisti, nonostante alcune difficoltà.

Don Orione aveva espresso il desiderio di aprire una tenda in Africa. bbene, questa tenda si sta allargando sempre più.

È il piccolo seme che cresce, si sviluppa e tende a diventare albero.

Albero che offrirà la sua ombra e i suoi frutti saporiti di carità a tanti fratelli bisognosi.

Questo brano apparso così integralmente nella edizione precedente doveva essere solo accennato per fare spazio alla realtà attuale, di ben 5 anni dopo, con uno scenario diverso, diremmo di attualità.

Ma all’atto di ritagliarne un pezzetto chi scrive si è trovato nell’impossibilità di fare quest’intervento chirurgico, sempre caro ai redattori. Ci è parso TUTTO TROPPO BELLO, TUTTO TROPPO VERO. Soprattutto al rileggerlo è parso come il testamento del caro, compianto don Mario Lo Torto.

Come risaputo, rientrato in Italia per partecipare ad un’ordinazione sacerdotale di un suo giovane, nel giro di 60 ore, forse la malaria non capita in Italia, certo per un infarto non diagnosticato da un medico di guardia, veniva colto dalla morte a Reggio Calabria, la sua patria (era nativo di Tropea, 100 km. da lì ), sull’auto di un confratello che tentava di portarlo al lontanissimo ospedale, affrontando il marasma del traffico cittadino.

Era la tarda mattinata di sabato, 22 settembre 1996.

Dopo 14 anni di Maestro dei novizi in Costa d’Avorio, il Signore gli dava l’appuntamento imprevisto così,   all’età di 62 anni con questo misterioso fine corsa.   Per pochi mesi non poté essere presente all’inaugurazione del noviziato di Bonoua, per il quale aveva tanto lavorato e sofferto dalla posa della prima... medaglia, il 12 maggio del 94. Il noviziato fu poi inaugurato il sabato, 10 maggio 1997.

Allora, almeno per questa versione in lingua italiana, chiudiamo nel ricordo di don Mario, attribuendo anche al suo sacrificio, l’avverarsi di quel suo sogno-profezia.

Oggi la missione africana, nata dalla Provincia di Genova, è diventata Vice-Provincia autonoma e in quest’ultimo trimestre di fine millennio può - per grazia di Dio - presentare un quadro consolante: il seminario Filosofico e Teologico di Anyama; il noviziato di Bonoua; un seminario di filosofia di recente apertura in Burkina.

I sacerdoti africani orionini sono 4 ( P. Raymond Ahoua; P. Assamouan Pierre Kouassi; P. Aka Basile; P.Gaston Kindou ). Inoltre due sono diaconi prossimi all’ordinazione.

I religiosi Fratelli sono 6 di cui 2 con voti perpetui ( Somda Jean Clement e Ayé Amedée Pierre ).

A questa bella realtà vanno aggiunti alcuni studenti di teologia e filosofia, ad Anyama; un buon gruppo di novizi del 1° e 2° anno a Bonoua... i primi studenti di filosofia in Burkina Faso.

Alcuni giovani sono in cammino vocazionale accanto alle diverse comunità della vice-Provincia.

E se don Orione continuerà a guardarci, lo Spirito Santo e la “ Santa Madonna” faranno ancora miracoli.

Bisogna diventarne degni come don Mario.

Il noviziato di Bonoua.