IL KENYA

 

Kenya

Superficie: 580.000 Kmq

Popolazione: 36.000.000 

Capitale: Nairobi

Lingua: inglese, swajily

Religioni: Musulmani (15%), Cattolici (20%), Protestanti (20%), Animisti (20%), Altri (25%).

 

Kaburugi, Muranga: una delle sette cappelle.

Dove le nostre suore erano arrivate già nel 79 sono approdati i loro fratelli “di sangue”, i Figli della Divina Provvidenza. Per via della lingua, l’inglese, l’inizio dell’attività passò per l’Inghilterra, come un’emanazione di quella Delegazione con alla guida il confratello P. John Perrotta.

Le nostre Suore ne furono molto liete, anche perché dal 1990, i contatti divennero frequenti, finché - e questa è la data ufficiale - nell’ottobre 1996 arrivò il primo prete italiano, da tempo  residente in Inghilterra: don Giuseppe Vallauri. Prese alloggio nella periferia della città di Nairobi, la capitale.

Il Kenya non è nazione ignota agli italiani, vuoi per il turismo (la città keniota di Malindi è un po’ il paradiso dei turisti del nostro paese che fanno registrare più di un milione e mezzo di vacanzieri l’anno ), vuoi per il film IL CONTINENTE NERO di Marco Risi con l’attore Diego Abbatantuono, vuoi per il monte più alto dell’Africa, il Kilimangiaro (5.895 mt.) appena fuori ma ben visibile dal Kenya, che fece cantare per una decina d’anni la nota canzone “Alle falde del Kilimangiaro. Punto.

Alcuni dati pare debbano essere messi giù per un’idea su questa nazione dell’Africa Centro Est, a cavallo dell’Equatore.

È il monte Kenya, secondo di tutta l’Africa per altitudine, 5.199 mt. ad aver dato il nome alla nazione: monte sacro per tutte le religioni normalmente monoteiste e che dicono cosa buona seppellire i morti, volgendone il viso a quella sommità.

Padre Marek Krakus.

Trentacinque milioni di abitanti, di cui 4.000.000 nella capitale Nairobi e 1.200.000 nella seconda città, roccaforte dell’Islam, Mombasa, vecchio porto portoghese ricco di attrazioni turistiche, quali il mercato dell’artigianato: è Kongowasa il più grande agglomerato di bidonville di Mombasa, stracolmo degli immigrati della regione occidentale keniota.

È un paese con un’economia vivace, in prevalenza agricola ove accanto al mais, patate, manioca, canna da zucchero, cotone, arachidi, palma di cocco, piretro e sisal, sono il the e il caffè a fare la parte del leone, per il the è il primo produttore al mondo e ad introdurre moneta estera pregiata. Attiva anche l’industria alimentare, quelle metallurgica, del cemento, della carta e del tabacco.

Repubblica  presidenziale che dal ‘92 ha introdotto il sistema multipartitico e che vede spesso scontrarsi gli interessi dei clan con quelli delle regole della repubblica. In Italia ebbero gli onori poco onorevoli della cronaca gli scontri degli ultimi anni nelle zone di Malindi e di Liconi ove fecero irruzione alcune bande armate oltreché di machete e archi anche di armi automatiche. Ne scrissero più volte i Missionari della Consolata che nella loro chiesa di Likoni posero l’epicentro di soccorso per qualche migliaio di scampati.

Al Kenya viene anche riconosciuto il più alto tasso di crescita demografica di tutto il continente.

Muranga: bambini nella piantagione di caffé.

Padrea Josè Martins Dos Reis.

Per completare il quadro con due note in positivo: il clima è buono (l’estate dura 10 mesi), splendide riserve e bellezze naturali che fanno invidia per non parlare di vasti slarghi di natura incontaminata con animali selvaggi da fotografare a raffica…

Se la crescita demografica è al livello più alto del continente, più della metà della popolazione, vale a dire una cifra di 14 - 17 milioni è al disotto dei 15 anni e il fenomeno migratorio interno, la corsa verso i paradisi vagheggiati della città, oltre a provocare risentimenti e conflitti tribali porta all’ammassarsi, ad insardellarsi nelle sgangherate bidonville. Tanto che se Nairobi ha la sua statistica ufficiale che le attribuisce meno di un milione e mezzo di abitanti, la tragedia degli ammassamenti allucinanti perché inumani e maleodoranti e malsani parla di 3 - 4 milioni di poveri infelici che le fanno una corona di angosce e di disperazione, con le tante migliaia dei bambini di strada allo sbando.

La malnutrizione, la mancanza di igiene sono i tristi battistrada delle malattie che si accodano con facilità. Su tutte, alla tubercolosi si associa e sopravanza la cancrena dell’AIDS (SIDA ).

Don Orione, con le sue Piccole Suore Missionarie della Carità e con i suoi Figli della Divina Provvidenza non è in Kenya per turismo. O per andare a giocare al casinò di Malindi.  

A Muranga

L’Amministratore Rev. P. Williams Kamau ha affidato ai Figli di don Orione nel dicembre 98 la Parrocchia St. Peter nel villaggio Kaburugi.

Vi lavorano P. Marek Krakus, polacco, P. José Martins, Brasiliano, P. Raymond  Ahoua della Costa d’Avorio. 

A Nairobi

Nel quartiere Langata Sud è stata aperta una casa di formazione per aspiranti alla vita religiosa: ci sono buone prospettive vocazionali. Alcuni giovani stanno arrivando al noviziato per le vocazioni africane a Bonoua, in Costa d’Avorio. 

Una nuova parrocchia presso Nairobi, a KANDISI (N’GONG, diocesi) è stata recentemente affidata a don ORIONE: ne è parroco P. Paolo Damin, brasiliano, che ha dovuto aggiungere allo studio dell’inglese, quello della lingua SWAHILI, parlata dalla più parte dei suoi parrocchiani.