LE NOSTRE SUORE IN KENYA

Come detto esse ci hanno preceduto da lunga data.

Invitate dai Vescovi di Meru e di Muranga - città a qualche centinaio di km. dalla capitale - le PICCOLE SUORE MISSIONARIE DELLA CARITÀ arrivarono il 20 luglio 1979.

Furono gli stessi Presuli africani ad accoglierle con tanta gioia: offrirono un alloggio decoroso e tracciarono una prima mappa per un’attività iniziale a carattere assistenziale-sanitario.

Abbandonati e denutriti, spesso figli di alcolizzati.

Suor M. Rosa, argentina, è anche medico.

Egoji  

Le Suore della Consolata avevano dovuto ritirarsi dall’ospedale civile della cittadina di Egoji. Fu lì il primo impegno delle Piccole Suore missionarie della Carità: reparto maternità, pediatria e dispensario.

Le prime cure furono rivolte ad una trentina di bambini denutriti che finivano per morire per mancanza di un minimo indispensabile per sopravvivere. Non era infrequente il caso di qualche mamma che finiva per dimenticare il piccolo.

Nacque da questa dolorosa quanto disumana realtà di bambini abbandonati la provvidenziale iniziativa di adozioni a distanza; attività che continua ancora oggi e per la quale si può intervenire, come indicato nell’indirizzario posto al termine di questo scritto.

"Children Home" - Egoji.

Oggi questo servizio si è irradiato anche in alcuni villaggi, ove - accanto alla suora - c’è del buon personale laico preparato.

La missione ha anche beneficiato di Suor Maria Rosa, una suora argentina, (di Don Orione), che è medico e che ha anche imparato la lingua locale, il kimeru.

Intanto, ammirate del loro spirito di sacrificio e di umile servizio, alcune giovani cominciarono a farsi avanti, facendo periodi di esperienza vocazionale chiedendo poi di  diventare suore di don Orione.

Perciò una casa di formazione per candidate alla vita religiosa fu aperta poco dopo con occhio lungimirante: accogliere e preparare sul posto, conoscendo lingua e costume, future consacrate che, forgiate nel carisma orionino, potessero in futuro surrogare le forze provenienti dall’Italia e da altre nazioni estere.

Mugoiri  

Fu una successiva fondazione, per attivare un dispensario, una scuola materna ed un’opera sociale di cucito, taglio e maglieria: si rilascia un titolo riconosciuto dallo stato. La scuola materna serve per una cinquantina di bambini. A fianco di una giovane suora è arrivata, provvidenziale, una laica italiana volontaria, Assunta Formentin.

E c’è ancora posto per altre volontarie.

Mugoiri, ottobre 86: Scuola Materna.

La lebbra.

Nairobi, la capitale  

Qui è stata costruita recentemente la Casa Regionale, che sostituisce decorosamente il modesto pied-à-terre servito fino ad oggi per corsi di studio (lingua e costume ) e per il noviziato delle missionarie in pectore.

A Nairobi è stata costruita anche la casa per la formazione delle giovani aspiranti e la sede del noviziato per le PSMC e per le Sacramentine non vedenti: in tutto una quindicina di giovani speranze. 

A Nairobi.

Meru  

Come da molti risaputo don Orione volle, accanto alle Piccole Suore Missionarie della Carità, il ramo delle suore cieche adoratrici: SUORE NON VEDENTI che accompagnano il ministero delle Sorelle (e di tutta la santa Chiesa) con l’offerta orante della loro cecità, in una vita di lavoro e di contemplazione, stando diverse ore al giorno davanti a Gesù Sacramentato.

Rivestite di un candido lino su cui spicca un largo scapolare rosso fuoco, hanno ben visibile una loro peculiarità: la gioia.

Il vescovo di Meru, una cittadina a 300 km. dalla capitale, accolse nel 1980 la piccola comunità di queste Adoratrici, mettendo a loro disposizione un modesto alloggio accanto alla cattedrale.

Dopo qualche anno, la Direzione Generale ritenne opportuno un periodo di formazione in Italia, nella casa madre accanto alla tomba del venerato fondatore: dal 1993 sono ritornate a Meru, al loro lavoro fatto col cuore, con le ginocchia ed anche con le mani.

4 Sacramentine non vedenti.