ISOLA DEL SALE
È una delle 9 Isole che compongono l'arcipelago di Capo
Verde. È larga 11 Km. e lunga 30.
I Figli della Divina Provvidenza (Don Orione) vi andarono
nel 1988 su richiesta del Vescovo ed anche per dare un aiuto alla Comunità
delle Piccole Suore Missionarie della Carità, sempre di don Orione, insediate
nella vicina isola di Sant'Antao sin dal 1979.
E fu il Direttore Provinciale del Brasile Sud, Augusto
Vianna, che mandò P. Aparecido ed un chierico nell'unica parrocchia dell'Isola
del Sale.
Notizie di quest'isola non sono molte e le attingiamo direttamente dal giovane Sacerdote Orionino che oggi è là e lavora con tanto entusiasmo.
|
|
|
Natale dei poveri. |
Su quest'isola non piove mai. Veramente un temporale ogni
due o tre anni arriva, ma serve solo per portare al mare quel poco di terriccio
che si forma nelle cavità delle rocce.
L’isola è di origine vulcanica. Si chiama del sale per
via delle saline che una volta fiorivano sull'isola e che erano l'unica fonte di
ricchezza per la popolazione. Attualmente gli interessi di chi produce sale si
sono spostati altrove e così anche questa fonte di lavoro si è esaurita.
Sull'isola solo pochissime piante rinsecchite: ve n'è
una piantata dal nostro missionario Paolo Damin, una pianta di papaia che
attualmente misura un metro e mezzo di altezza.
Il problema è che manca l'acqua e questa costa come le medicine. Tutti gli approvvigionamenti arrivano dal Portogallo.
|
|
|
Chiesa di Espargos: la festa di Don Orione. |
Vi è anche un’apparecchiatura di desalinizzazione,
funzionante da quando l'isola è stata scelta come sede di aeroporto
internazionale (scalo tecnico). L’aeroporto ha permesso di dare lavoro a tanti
abitanti, in particolare alle donne. La gente per lo più vive di pesca. Sono
quasi tutti neri, discendenti da quegli africani catturati nei secoli scorsi per
fornire mano d'opera nelle aziende agricole americane. Su quest'isola veniva
fatta la selezione, e chi non era considerato idoneo al lavoro veniva
abbandonato. A non consentire la sovrappopolazione ci pensava l'assenza completa
di acqua, l'impossibilità di coltivare qualcosa e il clima impossibile.
Attualmente l'isola conta 7 - 8.000 abitanti, suddivisi in tre piccoli centri. Unica parrocchia è la nostra. La gente è affabile e di buon umore. Stimano moltissimo i missionari, soprattutto per le loro iniziative. Una tra le più lodate è quella di aver introdotto nell'isola ...l'uso delle casse da morto che in tre misure diverse arrivano una volta al mese dal Portogallo, una cosa a cui nessuno aveva mai pensato...
|
|
|
Preparazione alla liturgia. |
Molti per sopravvivere devono emigrare. Ogni isola ha una
nazione preferita. La nostra sceglie soprattutto l'Italia. Qui le donne trovano
lavoro soprattutto come colf.
Comunque tutti sognano di tornare nella loro isola.
La frequenza religiosa è molto alta, ma la morale
consente parecchi sconti. Quasi nessuna famiglia è regolare e i molti figli che
ogni donna si ritrova appartengono solitamente a parecchi mariti (si fa per
dire). Costoro si disinteressano completamente della prole che rimane affidata
alla cura delle madri.
I nostri missionari vivono anche grazie a un allevamento di galline (unico sull'isola) che permette la vendita di uova e delle galline vecchie. Qualcuno che ha tentato di imitare il missionario nell'impresa si è dovuto accontentare di contare i soldi spesi per l'allevamento e, per alcuni giorni, di mangiarsi le galline che quotidianamente morivano per mancanza di cure adeguate.
|
|
|
Alcuni bambini dell'asilo. |
La sede della missione è ad ESPARGOS, ove accanto alla
chiesa è stato aperto un Asilo per 450 bambini ed un piccolo centro ove si
insegna alle ragazze taglio e cucito.
Da non molto tempo è stato costruito l'ufficio postale
ed una banca. In basso, in località S. Maria, accanto all’aeroporto
ci sono gli unici tre alberghi dell'isola.