BONOUA

 

La parrocchia di Bonoua con i suoi 1.300 Kmq. è estesa quanto una diocesi italiana; comprende 49 grossi villaggi disseminati nella brousse con etnie molto differenti. La popolazione è sugli 80.000 abitanti, mentre i cristiani sono circa 18.000. Al Liceo di Bonoua sono iscritti 2.500 giovani; alle elementari qualcosa come 6.000 ragazzi. Bonoua conta 25 mila abitanti e sorge accanto al fiume Comoé su rilievi collinosi. Fa parte del territorio degli Abourés e dista dalla metropoli Abidjan 55 chilometri. La Parrocchia confina con le Missioni di Aboisso (Stigmatini di Verona), di Alepé (frati francescani cappuccini), di Adiaké (sacerdoti diocesani) e Moossou. I Figli della Divina Provvidenza (Don Orione), dopo un'esperienza presso i Padri Stigmatini ad Aboisso, presero dimora nel 1971 a Bonoua accanto al parroco l'Abbé

Adolphe Hoimian e, su invito del Vescovo di Abidjan

La chiesa parrocchiale di Bonoua, intitolata a S. Pierre Claver.

Mons. Bernard Yago, don Mugnai - coadiuvato dal bolognese Don Marino Collina - divenne Parroco di Bonoua all'inizio del 1972. Per la cronaca i parroci orionini di Bonoua si sono succeduti in quest'ordine: don Angelo Mugnai (1972-1979); don Angelo Girolami (1979-1990), don Lorenzo Benzi (1990-1997), don Antonio Jeranò attuale parroco dal 1998. Il servizio religioso si estende a 49 villaggi i cui epicentri sono rispettivamente Mamalamasso, scomodo e distante 90 km da Bonoua, Ono, e Yaou più vicino, a 5 km, con la più alta percentuale (80%) di cristiani. Attorno a questi epicentri sono state costruite quaranta e più stazioni (luoghi fissi con cappella, catechista e capo cristiano) dove si cerca

di celebrare almeno una santa Messa al mese.

Dopo la S. Messa.
Don Marino e don Baroni lavorarono specialmente nei villaggi e ben venti cappelle portano la loro firma. La parrocchia - attesa la sua vastità e allo scopo di meglio servire pastoralmente i fedeli - è stata divisa in 6 zone, seguite rispettivamente da 7 sacerdoti: Bonoua (P. Antonio Jeranò, parroco); Ono-Bongo (P. Raffaele Boi); Yaou (P. Angelo Girolami); Samo (P. Alessio Capelli); Mamalamasso (P. Gaston Kindou); Larabia (P. Basile Aka e P. Aldo Viti). Pur conservando l'unità di indirizzo ogni sacerdote è responsabile del suo settore ove può svolgere pienamente la sua attività pastorale.

I battesimi nell'ambito parrocchiale sono 700-800 l'anno e di questi una buona metà sono amministrati ad adulti, che ricevono il battesimo a seguito di 3-4 anni di catechesi-catecumenato. Non tutti i villaggi hanno la scuola elementare. Cifre fortemente indicative della voglia e del bisogno di scolarizzazione (scuole elementari e scuole superiori) sono quelle sopracitate per Bonoua su cui gravitano anche alunni delle zone limitrofe. Uno spettacolo unico, da vedere, quello che si verifica a mezzogiorno allorché si riversano sulla strada principale di Bonoua migliaia di studenti in divisa. Molte le associazioni di adulti e di giovani: Legione di Maria, Neocatecumeni, Carismatici, Boys Scouts, diverse corali, Armata Bianca della Madonna, Gruppo Don Orione, Gruppo Santa Rita, JEC (Jeunesse Estudiantine Catholique), JOC (Jeunesse Ouvrière Chrétienne), Azione Cattolica Ragazzi, Piccolo Clero.

 

STRUTTURE PAROCCHIALI

 

La scuola tra i primi impegni

La parrocchia si è via via dotata di varie strutture con particolare attenzione all'assistenza, alla scolarizzazione e alla formazione della gioventù. Le elenchiamo cominciando da quelle non distanti dalla chiesa parrocchiale, ove sono tre asili o scuole materne con 250 bambini. Altri due sono stati allestiti grazie al finanziamento ed all'assistenza di una generosa professoressa di filosofia, Francesca Montaiuti, di Ovada, dal 1993 volontaria nella nostra missione: sono stati costruiti nei villaggi di Motobé e Tchentchebé a diversi km da Bonoua.

La scuola tra i primi impegni. Qui una classe.

Si è dato vita ad alcune scuole elementari,

Motobé, Francesca e i suoi bambini

ovviamente con maestri e maestre africane; ad un internato che ospita, offrendo anche vitto e alloggio, 157 bambini delle scuole elementari. È dedicato alla memoria di padre VEST, venerato parroco di Bonoua per 33 anni. Non poteva mancare la connotazione orionina di un oratorio giovanile, con sale per il catechismo e gli incontri formativi. Padre Raymond, il primo sacerdote orionino africano, nativo proprio di Bonoua ha pensato e voluto una biblioteca che

Motobé, Francesca e i suoi bambini.

permette ai giovani del liceo di consultare opere e

Bonoua: da sinistra, Francesca, Anna, Rita, Lucie e Giuseppina: volontarie a vita.

libri altrimenti inaccessibili: molto frequentata e apprezzata anche perché, fornita di luce elettrica, permette di studiare dopo il tramonto. In Africa il possesso di un libro di testo è un lusso per la maggior parte degli studenti: ai più deve bastare la memoria e gli appunti presi in classe. Libri per 10 milioni di lire furono acquistati da amici italiani della Missione direttamente in Francia, con la collaborazione di P. Antonio Pilotto, all'epoca parroco a Persan. Con i sacerdoti convivono due Fratelli

Bonoua: da sinistra, Francesca, Anna, Rita, Lucie e Giuseppina: volontarie a vita.

coadiutori: Jean Clément e Jules che dirigono,

rispettivamente, il laboratorio per protesi ortopediche e il laboratorio di ottica al centro handicappati. Sono preziosissimi anche come catechisti e formatori di giovani.
Non si deve omettere il valido aiuto dato in parrocchia dalle Suore Domenicane dell'Annunciazione (spagnole): formano i catechisti e promuovono l'alfabetizzazione in alcuni villaggi. Gestiscono pure una scuola media con qualche centinaio di ragazze, con internato. Una di esse, Suor Merçedes, è fisioterapista al nostro Centro per handicappati motori mentre una consorella, Suor Natività, è infermiera presso l'ospedale civile di Bonoua. Hanno pure un postulato e noviziato con 15 ragazze. Va aggiunto che la popolazione di Bonoua sente molto la sua parrocchia e collabora alle varie iniziative " cotizzandosi ", cioè tassandosi. Nel 1980-81 concorse con circa 70 milioni alla ristrutturazione e all'ampliamento della chiesa parrocchiale; nel 1991 con circa 52 milioni alla costruzione delle diverse strutture giovanili. Sembra anche doverosa una parola circa il lavoro di evangelizzazione e promozione umana nei vari villaggi, popolati per lo più da emigrati dal Burkina Faso, Togo… venuti qui per lavoro, portandosi poi dietro la famiglia. Sono agglomerati di solito distanti dalla strada asfaltata e disseminati nella foresta, con piste in terra battuta che con la pioggia diventano presto impraticabili. Le abitazioni sono poverissime costruzioni di fango e paglia, con l'eccezione di qualche alloggio in lamiera e tavolame. Di solito manca la luce e l'acqua. Questa, salvo rare eccezioni, è quella di qualche fosso lontano fino a 500 m.

Che pena vedere le donne ( è loro compito portare l'acqua e la legna ) con enormi bacinelle di 30-35 litri sulla testa, e magari l'ultimo nato sulla schiena ed il penultimo per mano. E la scuola? E una chiesetta? E un po' di assistenza sanitaria ai bambini piccoli e alle mamme che, di solito analfabete, non sanno neppure alcune cose elementari? La parrocchia non ha potuto ignorare tutta questa realtà.

Nell'arco di questi anni grazie soprattutto agli aiuti avuti da amici-benefattori, parrocchie gemellatesi con qualche villaggio, associazioni varie sensibili alla solidarietà e alla promozione sociale, si è potuto realizzare la costruzione di una ventina di scuole materne, elementari e centri di alfabetizzazione; di una trentina di cappelle e piccole chiese; di una decina di presidi sanitari, tra i quali hanno particolare rilevanza quello di Ono e di Ono14. L'attenzione per la presenza dell'acqua si è rivolta in due direzioni. Sollecitare l'intervento delle autorità civili, o, quando questo non c'è, realizzare un forage (pozzo) o costruire qualche cisterna per la raccolta delle acque piovane. Non sempre hanno avuto buon esito i tentativi di piccole cooperative o attività economiche, anche per la mancanza di una cultura di mini gestione. Buoni risultati hanno dato invece l'attuazione di piccoli progetti quali un mulino per il mais, la manioca…

Provvedere il villaggio di una scuola o di una attività sanitaria o di un mini progetto, offre la possibilità di usufruire di tali servizi e, in più, un lavoro a qualche mamma o papà di famiglia. Attesa l'importanza che riveste la preparazione culturale della gioventù, oltre ai sussidi didattici si è promossa, con grande fatica, una vasta rete di adozioni scolastiche a distanza.

A conclusione come non ricordare il lavoro che fecero nella brousse don Baroni, don Corrado, don Marino, don Bucarini, don Lo Torto e che attualmente, con grande sacrificio e slancio apostolico, portano avanti P. Raffaele Boi, Padre Basile, P. Aldo.

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