LA PARROCCHIA DI BOGOU

 

La comunità che ha in carico la Missione è costituita attualmente da tre sacerdoti e due Fratelli: don Natale Lucidi, lì dal I993, è superiore e Parroco. In questi mesi vi è rientrato per dargli una buona mano il giovane don Riccardo Zagaria proveniente da Bonoua.

Il territorio che interessa l’ambito parrocchiale abbraccia la savana e una parte montagnosa per un’area molto vasta di 40 per 60 km ove abitano circa 55.000 persone.

Diversi sono i luoghi di culto nell’ambito del territorio. Solo in 15 di essi c’è una struttura portante comprendente una comunità, un catechista, un capo cristiano.

La catechesi è l’attività principale e accompagna ai vari sacramenti. Nell’arco dell’anno, al termine del periodo di catecumenato, è un numero considerevole quello di chi riceve i vari sacramenti. Nella Pasqua 1999 si ebbero 130 battesimi, 70 cresime.

Ma è la catechesi che accompagna la crescita e la fedeltà. E soprattutto – come sottolinea il parroco - si tratta di formare i formatori per non dover sempre ricominciare da capo.

Tra le diverse attività un foyer, piccole corali, corsi biblici.

Un campo che non si può trascurare sono i ragazzi ( ricordato don Antonio Jeranò per la promozione dell’oratorio e dello sport ); è la scuola che apre al futuro. Nel 70 appena il 5% della popolazione sapeva leggere e scrivere oltre i 12 anni.

La scuola di Bogou.

A Bogou esiste dal 52 una scuola elementare cattolica per le 6 classi elementari: ha un preside, 14 maestri e 14 classi con 70 – 80 bambini l’una.

Commuove la buona volontà, ma le strutture e  le attrezzature sono ai livelli minimi il posto più o meno per sedere, qualcosa per scrivere e la grande lavagna quasi a tutta parete. È questa che fa da testo ufficiale ove il maestro scrive in buoni caratteri e tutti leggono, ripetono in coro.

Da dire che in genere i bambini sono molto intelligenti, attenti e guardano con occhi vivacissimi. Non c’è la porta nelle varie aule e spesso fa capolino qualche capretto o qualche coppia di maialini, sporchi proprio come… maialini.

Poco lontano c’è  la scuola secondaria con 209 alunni, 4 classi e 8 maestri. Anche qui le grandi vacanze durano complessivamente 5 mesi, ma spesso vi si aggiungono periodi molto lunghi perché i maestri vengono pagati con mesi di ritardo. Allora se ne vanno altrove.

Oggi il Togo ravvisa la necessità della cultura.

Una parola in più sui villaggi, i piccoli villaggi, con le caratteristiche costruzioni in terra e paglia, a forma circolare. Lì la vita continua come sempre, da generazioni e generazioni, lottando per strappare alla terra un po’ di miglio, aspettando l’acqua che – quando non piove – costringe a fare qualche km. di strada per portarsene a casa una grossa bacinella sul capo.

Si attinge al barrage l’acqua che va da una pioggia all’altra e dove arrivano tutti: capre e buoi, bambini che hanno sete, qualche donna che va a lavarsi.

Per un tempo prossimo futuro è in cantiere il lancio di corsi di alfabetizzazione per le donne. Piccoli progetti sociali per una formazione tecnica e, per le zone meno servite, la costruzione di tre scuole e di tre cappelle.

Privacy e Cookie Policy